Vi ricordate i sacchi di stallatico con all’interno le spore dei funghi champignon oppure delle brise?
Negli anni ’80 del secolo scorso andavano molto di moda, ora un po’ meno.
Bastava aprire il sacco, posizionarlo in un luogo ombreggiato (giardino, retro della casa, ecc.), bagnare leggermente il contenuto e dopo pochi giorni come d’incanto iniziavano a crescere decine di grossi funghi, ottimi da fare alla griglia o in pentola.

Da allora gli spazi verdi privati a disposizione delle persone sono costantemente diminuiti e quindi dai funghi si è passati ai fiori da balcone/davanzale o da ufficio, sempre in sacchetto (ma questa volta amico dell’ambiente) e sempre con manutenzione praticamente nulla.
L’idea non è altro che l’evoluzione “in meglio” dei barattolini “stappa e annaffia”, quelli con all’interno il terriccio e un seme di girasole, gerbera, ecc., molto utilizzati nelle campagne pubblicitarie.
Questa volta però le cose sono state fatte veramente per bene: una volta aperto e annaffiato il contenuto del sacchetto, in pochi giorni vedrete germogliare e crescere dei bellissimi fiori (margherite, nasturzio, quadrifoglio, non ti scordar di me, lavanda, papavero, violette), piantine aromatiche (basilico), peperoncino o addirittura fragoline di bosco, che contribuiranno a valorizzare, abbellire e a colorare sia il giardino che il balcone, ma anche l’ingresso di casa o la scrivania dell’ufficio.
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